Cosa succede se il cane mangia cioccolato? Ecco perché è pericoloso anche in piccole dosi

Ti basta voltarti un attimo, magari mentre scarti un cioccolatino, e il cane è già lì con quell’aria innocente. Poi ti accorgi che la carta è vuota e ti si stringe lo stomaco. Non è allarmismo, è che col cioccolato i cani giocano una partita truccata, perché il loro corpo lo gestisce molto peggio del nostro, anche quando la quantità sembra “ridicola”.

Perché il cioccolato è tossico (e perché noi lo sottovalutiamo)

Il problema non è lo zucchero o il latte. Il vero nodo sta in due sostanze presenti nel cacao, teobromina e caffeina, che appartengono alle metilxantine. Nei cani queste molecole vengono metabolizzate lentamente, quindi restano in circolo a lungo e possono accumularsi, fino a provocare un vero e proprio avvelenamento.

La parola chiave è proprio teobromina: più cacao c’è, più aumenta il rischio. E c’è un altro dettaglio poco intuitivo, nel cane può attivarsi un ricircolo entero-epatico che “rimette in gioco” la sostanza dopo l’eliminazione iniziale, trattenendola per oltre 18 ore. Risultato: l’effetto può crescere nel tempo, non diminuire.

“Ma era solo un pezzettino”: quando anche piccole dosi contano

Qui entra in scena la combinazione che spiazza tutti: tipo di cioccolato, quantità e peso del cane. Un pezzetto che su un cane grande sembra non fare nulla, su un cane piccolo può essere già troppo.

Per orientarti, ecco perché il rischio cambia così tanto:

Tipo di cioccolatoContenuto di teobrominaPerché può essere critico
Fondente/amaroAltoAnche 25 g possono avvelenare un cane di 20 kg
Cacao puroMolto altoÈ tra le forme più pericolose in assoluto
Al latte/biancoPiù bassoNon è “sicuro”, meglio evitarlo sempre

In termini di soglie (che i veterinari usano spesso per stimare la gravità), i sintomi possono comparire già intorno a 20 mg di teobromina per kg di peso corporeo, diventano importanti verso 100 mg/kg e possono essere gravissimi, fino a rischio di morte, in fasce molto alte (circa 250-500 mg/kg).

Ecco l’inganno più comune: un cubetto può non spaventarti, ma per un cane di 4 kg può bastare per intossicare, mentre lo stesso cubetto su un cane di 30 kg può dare al massimo disturbi lievi. Il punto è che non puoi “indovinare” a occhio.

Cosa succede davvero dopo l’ingestione: tempistiche e sintomi

I segni possono presentarsi in 1-4 ore, ma in alcuni casi arrivano più tardi, fino a 24 ore. E possono durare anche giorni, soprattutto se il cane ha ingerito cioccolato in più momenti, perché l’accumulo peggiora il quadro.

Sintomi lievi (dosi basse)

  • Vomito
  • Diarrea
  • Malessere gastrico e irrequietezza

Sintomi moderati

  • Iperagitazione, nervosismo, ansia
  • Tremori muscolari
  • Sete eccessiva e minzione frequente (poliuria)
  • Tachicardia

Sintomi gravi (emergenza)

  • Convulsioni
  • Aritmie cardiache
  • Barcollamento, crampi, salivazione marcata
  • Ipertermia, incontinenza
  • Nei casi estremi, collasso e morte

Se noti sintomi neurologici o cardiaci, non aspettare “per vedere se passa”. Con il cioccolato, spesso non passa da solo.

Cosa fare subito (senza improvvisare)

Se sospetti che il cane abbia mangiato cioccolato, la mossa più sensata è una sola: contattare subito il veterinario (o un pronto soccorso veterinario), anche se la quantità ti sembra piccola.

Per aiutare il medico, prepara queste informazioni:

  1. Peso del cane (anche approssimativo)
  2. Tipo di cioccolato (fondente, al latte, cacao, dolci con cacao)
  3. Quantità ingerita e orario presunto
  4. Eventuali sintomi già presenti

Evita invece di fare di testa tua: non indurre il vomito da soli e non somministrare rimedi “casalinghi”. In alcune situazioni possono peggiorare le cose o ritardare cure efficaci.

Prevenzione: la regola più semplice (e più sicura)

Il cioccolato non è un premio “speciale”, è un alimento vietato per cani e gatti. Se vuoi evitare brutte sorprese, tienilo fuori portata, informa chi vive con te, soprattutto bambini e ospiti, e scegli snack pensati per cani. È una piccola attenzione che, davvero, può fare una grande differenza.

Redazione Express Care

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