Pensione minima: l’importo mensile aggiornato

C’è un momento, ogni anno, in cui la stessa domanda torna a farsi sentire con forza, quasi come un ritornello: “Ma quindi, quanto sarà davvero la pensione minima?”. Nel 2026 la risposta è più chiara di quanto sembri, ma va presa per mano, passo dopo passo, perché tra rivalutazioni, incrementi extra e limiti di reddito, il numero finale dipende spesso da dettagli piccoli, ma decisivi.

Quanto vale la pensione minima nel 2026 (e perché)

Per il 2026, il trattamento minimo base si attesta intorno a 611,85 euro mensili lordi (su 13 mensilità). Questo valore nasce dalla combinazione di due meccanismi che si sommano sul livello 2025 (pari a 603,40 euro):

  • rivalutazione provvisoria Istat: +1,4%
  • maggiorazione provvisoria applicata alla base: +1,3%

Il risultato è proprio quel 611,85 euro lordi, che è la cifra “più solida” perché deriva dal classico aggiornamento annuale di perequazione e dagli automatismi INPS.

L’incremento extra: quando si arriva a 619,80 euro

Se la tua pensione è pari o inferiore al minimo, entra in gioco anche un incremento aggiuntivo dell’1,3% (misura prorogata fino al 2026). In pratica, per chi rientra nei requisiti, l’importo può arrivare fino a 619,80 euro mensili lordi.

Qui è facile confondersi perché sembra un salto grande, invece l’aumento “percepito” rispetto al 2025, in molti casi, si traduce in pochi euro al mese, spesso circa 3 euro. Però su un assegno basso anche questa differenza fa comodo, soprattutto quando si somma ad altre integrazioni.

Perequazione 2026: chi prende il 100% e chi no

La rivalutazione non si applica in modo identico a tutti. Nel 2026, l’inflazione di riferimento (provvisoria) è 1,4%, ma la percentuale effettiva cambia a seconda della fascia. Ecco lo schema più pratico:

Fascia di pensioneQuota di inflazione riconosciutaRivalutazione effettiva
Fino a 4 volte il minimo (circa 2.447 euro)100%1,4%
Tra 4 e 5 volte il minimo (circa 3.059 euro)90%1,26%
Oltre 5 volte75%1,05%

È il principio della perequazione (se vuoi capirne l’impianto generale, qui trovi un buon riferimento su perequazione), cioè l’adeguamento “a scaglioni” che tutela di più gli importi bassi.

Integrazione al minimo: il punto che molti ignorano

Una cosa che ho visto spesso creare confusione è questa: non tutti “hanno” automaticamente la minima. Per arrivare a quei 611,85 euro, in tanti casi serve l’integrazione al minimo, che interviene solo entro determinati limiti reddituali.

Indicativamente, i paletti annui sono questi (possono variare di poco con gli aggiornamenti ufficiali):

  • reddito personale: circa 9.721-9.796 euro
  • reddito coniugale: circa 16.724-20.000 euro

In parole semplici, se hai altri redditi (anche piccoli), l’integrazione può ridursi o non spettare.

Maggiorazione sociale (“incremento al milione”): quando la minima non è l’ultimo gradino

Per chi ha redditi molto bassi e rientra nei requisiti, esiste anche la maggiorazione sociale, spesso chiamata incremento al milione. Può aggiungere fino a circa 155 euro, e in alcune situazioni portare l’importo complessivo verso i 770 euro.

Qui però entrano in gioco età, reddito, situazione familiare, e il calcolo diventa davvero personale.

Bonus 2026: cosa potrebbe affiancare l’assegno

Oltre alla pensione, nel 2026 potrebbero tornare o essere introdotte misure “di contorno” che incidono, mese per mese, sul bilancio:

  • bonus inflazione ipotizzato tra 100 e 150 euro al mese per pensionati con assegno fino a 1.000 euro e ISEE sotto 20.000 euro
  • bonus sociali su luce e gas, con soglie ISEE aggiornate (per single intorno a 9.796 euro), con un risparmio che può avvicinarsi a 200 euro sulle bollette

Sono strumenti separati dalla pensione, ma nella vita reale fanno la differenza, perché abbassano le spese fisse.

Attenzione: importi provvisori e conguagli

Questi valori sono provvisori. In genere l’INPS applica gli adeguamenti in modo automatico, spesso con effetti a partire da inizio anno e aggiornamenti “tecnici” nelle mensilità successive, con eventuali conguagli più avanti (si parla anche del 2027, per gli assestamenti definitivi).

La sostanza però è questa: nel 2026 la pensione minima base ruota attorno a 611,85 euro lordi, e per chi ha diritto all’incremento aggiuntivo può arrivare fino a 619,80 euro lordi. Il resto, integrazioni e bonus, dipende dal tuo profilo reddituale e familiare, cioè proprio da quei dettagli che vale la pena controllare per non lasciare soldi sul tavolo.

Redazione Express Care

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