C’è un momento, quando fai la spesa o apri una bolletta, in cui ti chiedi se esista davvero un aiuto semplice, concreto, senza labirinti. La Carta Acquisti nasce proprio per questo: non risolve tutto, ma può alleggerire quelle spese quotidiane che sembrano piccole e invece, sommate, pesano.
Cos’è la Carta Acquisti e cosa cambia nel 2026
Dal 1° gennaio 2026 la Carta Acquisti continua a essere un beneficio statale pensato per due categorie precise: famiglie con bambini sotto i 3 anni e anziani over 65. Funziona come una carta prepagata Mastercard gratuita, su cui lo Stato carica un contributo fisso.
L’importo è chiaro e regolare:
- 40 euro al mese
- accreditati ogni due mesi, quindi 80 euro bimestrali
La sensazione, per chi la usa, è quella di avere un piccolo “cuscinetto” dedicato alle spese essenziali, senza dover scegliere ogni volta tra alimenti, farmacia e bollette.
A chi spetta: requisiti aggiornati (ISEE e redditi)
Qui sta il punto centrale: non basta avere più di 65 anni o un bimbo piccolo, servono anche requisiti economici. Dal 2026 le soglie sono aggiornate all’inflazione ISTAT, quindi vale la pena controllare i numeri esatti.
Requisito comune: ISEE
Per tutti i potenziali beneficiari serve un ISEE in corso di validità con valore massimo:
- ISEE ≤ 8.230,81 euro
Famiglie con minori di 3 anni
Se in famiglia c’è un bambino sotto i 3 anni, il requisito economico indicato è:
- ISEE ≤ 8.230,81 euro
La carta, in questo caso, viene intestata al genitore o tutore (non al minore), ed è una distinzione importante quando si presenta la domanda.
Anziani 65-70 anni
Per chi ha tra 65 e 70 anni, oltre all’ISEE serve anche un limite sul reddito annuo complessivo:
- ISEE ≤ 8.230,81 euro
- reddito annuo complessivo ≤ 8.230,81 euro
Anziani over 70
Superati i 70 anni, la soglia di reddito è più alta:
- ISEE ≤ 8.230,81 euro
- reddito annuo complessivo ≤ 10.974,42 euro
Un dettaglio spesso dimenticato: bisogna anche non risultare intestatari di più di un’utenza domestica (da soli o insieme al coniuge), condizione che viene verificata nei controlli.
Come si usa: dove spendere i 40 euro mensili
La Carta Acquisti non è un “cashback” generico: è vincolata a spese essenziali, e questo la rende anche più facile da controllare e utilizzare senza dubbi.
Puoi usarla per:
- spese alimentari in supermercati e negozi abilitati
- acquisti in farmacie e parafarmacie convenzionate
- pagamento bollette di luce e gas presso gli uffici postali
In pratica è un aiuto pensato per la normalità, quella fatta di latte, pannolini, verdure, una visita in farmacia, una bolletta che arriva puntuale.
Sconti e vantaggi extra: non solo ricarica
Oltre all’accredito bimestrale, la carta può dare piccoli benefici aggiuntivi, che nel tempo fanno la differenza:
- sconto del 5% nei negozi e nelle farmacie convenzionati (con esclusioni, ad esempio su medicinali speciali o ticket)
- possibile tariffa elettrica agevolata
- eventuali altre promozioni locali o convenzioni
È lo stesso principio delle misure di welfare (qui trovi la definizione su welfare), cioè interventi mirati su bisogni concreti, senza trasformare l’aiuto in burocrazia infinita.
Accrediti automatici: quando non serve fare domanda
Un punto che tranquillizza molti: se sei già beneficiario e continui a rispettare i requisiti, gli accrediti proseguono automaticamente, senza nuova richiesta.
Attenzione però: se i requisiti non risultano più rispettati, il beneficio decade. Per questo conviene tenere l’ISEE aggiornato e verificare la propria situazione reddituale.
Come richiederla dal 2026: passaggi pratici
Se non la ricevi già, la richiesta è abbastanza lineare, basta farla nel modo giusto.
- Recupera il modulo aggiornato (disponibile dal 2 gennaio 2026 sui siti del MEF, INPS e presso gli uffici postali).
- Presenta il modulo a un Ufficio Postale, che avvia la verifica dei requisiti.
- Se la domanda viene accolta, riceverai una comunicazione per ritirare la carta e il PIN alle Poste.
Il consiglio più semplice che mi sento di dare è questo: prima di andare allo sportello, assicurati di avere un ISEE valido e tutta la documentazione pronta. Ti fa risparmiare tempo e, soprattutto, ti evita quel fastidio di dover “tornare domani” che conosciamo tutti.



