C’è un momento, mentre riordini una credenza o apri una scatola “di famiglia”, in cui un piatto sbeccato ti guarda come se volesse dire: “Non sono solo un vecchio oggetto”. E spesso ha ragione. Nel mondo delle ceramiche antiche italiane di valore, alcuni pezzi, soprattutto maioliche e porcellane tra Rinascimento e Barocco (ma anche ottocentesche di altissima qualità), possono superare facilmente i 10.000 euro, e nei casi rarissimi e perfetti arrivare a 200.000 euro.
Perché certe ceramiche “esplodono” di valore
Gli antiquari non comprano solo l’età, comprano una combinazione precisa di indizi, quasi come leggere una scena del crimine. Ecco i fattori che contano davvero:
- Qualità dei materiali e della decorazione: la pennellata “respira”, non è piatta. Le linee sono vive, a volte leggermente irregolari, e proprio per questo convincenti. Se c’è oro, l’oro zecchino applicato a mano ha una brillantezza naturale, mai “stampata”.
- Rarità e stato di conservazione: un pezzo integro vale molto di più. Un restauro professionale può abbassare la cifra, ma alcuni difetti storici (piccole usure coerenti con l’età) non sono automaticamente una condanna.
- Provenienza storica: una storia riconoscibile (collezioni note, eredità documentate, passaggi in aste) può far salire il prezzo come un ascensore.
- Marchi di fabbrica: stemmi, iniziali, simboli o numeri sotto la base sono spesso la chiave, soprattutto per manifatture note.
Le “zone calde” italiane da tenere a mente
Se in casa hai ceramiche con un gusto pittorico ricco, colori profondi o forme elaborate, vale la pena chiedersi se arrivino da una di queste tradizioni:
- Urbino e area marchigiana, con scene narrative e gusto rinascimentale.
- Deruta, celebre per motivi decorativi e riflessi.
- Castelli, con una pittura spesso finissima.
- Caltagirone, con identità forte e lavorazioni riconoscibili.
- Doccia (Richard-Ginori), soprattutto per l’alta qualità tra Settecento e Ottocento.
- Capodimonte, quando la fattura è davvero elevata e non si tratta di produzioni tarde seriali.
Un dettaglio utile: quando tutto sembra “troppo perfetto”, contorni identici, puntinature regolari, decorazioni ripetute senza micro-variazioni, spesso siamo più vicini a una produzione industriale che a un pezzo antico significativo.
I pezzi che devi controllare subito in casa
Non fissarti solo sui piatti. Anzi, spesso il tesoro è in ciò che sembra scomodo o “strano” da tenere in vetrina:
- Alzate e centrotavola: forme complesse, costose da produrre, quindi più rare.
- Zuppiere con coperchio: il coperchio è il primo a sparire. Se c’è, e combacia bene, è un ottimo segno.
- Servizi incompleti di alta qualità: anche un solo elemento raro può valere più di un set comune intero.
- Albarelli (vasi da farmacia): se antichi e ben decorati, sono tra i più ricercati.
Esempi di valori che fanno capire la posta in gioco
Le stime variano per autenticità, conservazione e provenienza, ma questa tabella rende l’idea del range reale:
| Pezzo | Origine e periodo | Valore indicativo |
|---|---|---|
| Piatto rinascimentale | Italia | Diverse migliaia di € |
| Vaso Richard-Ginori | Ottocento | 500-2.000 € |
| Albarelli di area Casteldurante | XVI secolo | Circa 7.500 € |
| Coppa faentina attribuita | Prima metà ‘500 | Fino a 90.000 € |
| Piatto di Deruta attribuito | Alta qualità | Fino a 60.000 € |
Sono cifre che sembrano irreali finché non vedi, dal vivo, la differenza tra una decorazione “carina” e una pittura che racconta una storia con profondità, prospettiva, movimento.
Come fare una verifica pratica, senza rovinare nulla
Ecco un mini-percorso, semplice ma efficace:
- Luce radente e lente: cerca micro-differenze nella pennellata, sovrapposizioni di colore, piccole vibrazioni del tratto.
- Controlla la base: marchi, numeri, stemmi. Anche un segno consumato può essere decisivo.
- Non pulire in modo aggressivo: niente abrasivi, niente “rimedi della nonna”. Meglio lasciare com’è e far vedere il pezzo a un esperto.
- Fai foto chiare: fronte, retro, dettagli della decorazione, bordo, eventuali crepe e marchi.
- Valutazioni professionali: molte case d’asta offrono una prima analisi senza impegno.
Se vuoi un riferimento per capire termini e tecniche, leggere due righe sulla maiolica aiuta a interpretare smalti, colori e stile con più consapevolezza.
La conclusione che ti interessa davvero
Sì, è possibile che in casa ci sia un pezzo “importante”, soprattutto se riconosci una provenienza familiare antica, una decorazione pittorica di livello, una forma complessa e un marchio convincente. La regola d’oro è questa: non cercare la perfezione moderna, cerca la mano, la storia, e quei piccoli segnali che nessuna imitazione seriale riesce a replicare davvero.




