Ti sarà capitato di vedere titoli che promettono un “nuovo buono postale” con interessi altissimi. Confesso che la prima volta ci ho creduto per qualche minuto, poi ho fatto la cosa più noiosa ma anche più utile, ho cercato di capire da dove arrivasse davvero quella promessa. E la risposta, questa volta, è molto più concreta di quanto sembri, ma non ha nulla a che fare con tassi miracolosi.
La verità dietro la promessa degli “interessi altissimi”
Non risulta alcun nuovo buono postale lanciato con rendimenti fuori scala, legato a “affari”, “collezionismo” o presunti bonus che maturano interessi. Quello che invece ricorre spesso nelle ricerche e negli articoli è un’altra cosa: il Bonus Cultura 2026.
Il punto chiave è semplice: non è un investimento e non genera interessi. È un credito digitale da spendere in cultura entro date precise.
Cos’è davvero il Bonus Cultura 2026 (e perché molti lo confondono)
Il Bonus Cultura 2026 funziona come un portafoglio elettronico: ti vengono assegnati importi da trasformare in buoni spendibili presso esercenti aderenti. Il “gancio” che crea confusione è che si parla di cifre importanti, fino a 1.000 euro, e qualcuno finisce per raccontarla come se fosse un prodotto finanziario.
In realtà si tratta di due strumenti, cumulabili, da 500 euro ciascuno:
- Carta della Cultura Giovani (500 euro)
- Carta del Merito (500 euro)
Se li hai entrambi, arrivi a 1.000 euro totali.
A chi spettano le due carte (requisiti chiari, niente trucchi)
Qui conviene essere precisi, perché i requisiti sono ciò che fa la differenza.
Carta della Cultura Giovani
È pensata per i ragazzi che rientrano nell’età prevista e che rispettano anche un requisito economico. In sintesi:
- Residenza in Italia
- ISEE fino a 35.000 euro
- Fascia anagrafica prevista (si parla dei nati nel 2007, quindi chi ha compiuto 18 anni nel 2025)
Carta del Merito
Questa è più “secca” e, in un certo senso, più facile da capire:
- Diploma nel 2025 con voto 100
- Nessun requisito ISEE
Quindi sì, c’è un “premio”, ma non è un interesse: è un riconoscimento una tantum legato al merito scolastico.
Quando fare domanda e quando spendere i soldi
Qui spesso si perde un pezzo, e poi si corre all’ultimo giorno. Le scadenze, invece, sono parte del gioco.
- Apertura domande: 31 gennaio 2026
- Termine richiesta: 30 giugno 2026
- Scadenza utilizzo: 31 dicembre 2026
Se non li spendi entro la fine dell’anno, il credito scade. Proprio come un buono acquisto, non come un titolo che matura nel tempo.
Come si richiede (spoiler: online, non allo sportello)
La domanda si fa online sul portale istituzionale del Ministero, e da lì si genera il portafoglio digitale. Il processo, in pratica, porta a creare buoni elettronici da usare presso negozi ed enti aderenti.
Il consiglio più concreto che mi sento di dare è questo: prepara per tempo l’ISEE (se ti serve), perché è il collo di bottiglia più frequente. Per orientarti sul contesto e le regole, può essere utile anche capire cosa si intende per ISEE.
Cosa puoi comprare (e cosa no)
Questo è il lato più interessante, perché rende “reale” il bonus. Puoi usarlo per:
- Libri e ebook
- Biglietti per cinema, teatro, concerti
- Ingressi a musei e luoghi della cultura
- Corsi di musica, lingua, teatro
Non puoi usarlo per elettronica generica, abbonamenti non consentiti o spese fuori dal perimetro culturale.
E allora dov’è l’“interesse altissimo”?
È qui che chiudiamo il cerchio: l’“interesse” non è finanziario, è culturale. Il valore vero è che 500 o 1.000 euro, se usati bene, possono diventare libri, competenze, esperienze. E quelli, a volte, rendono più di qualsiasi percentuale.
Se vedi promesse di buoni postali miracolosi, la bussola resta una sola: verifica sempre sui canali ufficiali. Per il 2026, ciò che è solido e confermato è il Bonus Cultura con le sue carte, le sue soglie e le sue scadenze, non un titolo postale con rendimenti “altissimi”.




