Ti è mai capitato di avere i termosifoni “accesi” eppure una stanza resta tiepida, quasi svogliata, mentre la bolletta invece sembra scaldarsi benissimo? A me sì, e la cosa più fastidiosa è che spesso non c’entra la caldaia, né il meteo. C’entra un errore banalissimo, silenzioso, che taglia l’efficienza e può far impennare i consumi.
L’errore che sembra innocuo, ma ti costa carissimo
L’errore è non pulire i termosifoni e non sfiatarli regolarmente, cioè lasciare che si accumulino polvere, detriti e soprattutto aria intrappolata nell’impianto. Il risultato è semplice: l’acqua calda circola peggio, il radiatore scalda a metà, e tu alzi il termostato o prolunghi le ore di accensione. Tradotto: più gas o più energia, senza più comfort.
In casi comuni, questa trascuratezza può ridurre l’efficienza anche fino al 50%. Non è magia nera, è fisica domestica: se l’aria “tappa” il circuito, il calore non si distribuisce come dovrebbe, e la casa resta disomogenea.
Come capire subito se i tuoi termosifoni sono “intasati”
Ci sono segnali molto concreti, che puoi verificare in due minuti:
- Il termosifone è caldo sotto e freddo sopra, tipico sintomo di aria.
- Senti gorgoglii o rumori di acqua, come un piccolo bollore.
- La stanza più lontana dalla caldaia è sempre la più fredda.
- Hai notato un aumento dei consumi a parità di abitudini.
Un impianto efficiente è come una buona circolazione sanguigna: se c’è un blocco, tutto il resto lavora male.
La routine “anti-bolletta”: pulizia e spurgo (davvero) efficaci
La parte sorprendente è che il rimedio è alla portata di quasi tutti, con un minimo di attenzione.
1) Pulizia esterna (più importante di quanto sembri)
La polvere tra le alette riduce la resa, perché fa da piccolo isolante.
- Passa un piumino o una spazzola lunga tra gli elementi
- Aspira bene sotto e dietro
- Se puoi, usa un panno appena umido sulle superfici
Parliamo di efficienza termica che non si vede, ma si sente.
2) Spurgo dell’aria (il vero “reset”)
Una volta l’anno, meglio a inizio stagione fredda, fai lo spurgo.
- Spegni il riscaldamento e aspetta che i termosifoni non siano bollenti
- Metti un bicchiere o un panno sotto la valvolina
- Apri lentamente con la chiavetta finché esce aria (sibilo)
- Quando inizia a uscire acqua in modo continuo, richiudi
- Controlla la pressione in caldaia e riportala ai valori consigliati
Questo semplice gesto può migliorare la circolazione e aiutarti a risparmiare, spesso nell’ordine del 10-20% in condizioni reali, perché smetti di “forzare” l’impianto.
Se invece sospetti fanghi o detriti interni, lì entra in gioco la manutenzione professionale, ad esempio un lavaggio dell’impianto.
Bonus e incentivi 2026: cosa puoi davvero detrarre
Qui si fa confusione facilmente: non esiste un bonus termosifoni “puro”. Nel 2026, la sostituzione dei soli radiatori di solito non rientra nell’Ecobonus, a meno che non sia parte di un intervento più ampio.
Ecobonus o Bonus Ristrutturazione (Bonus Casa)
Puoi accedere alla detrazione, in genere al 50% su un massimo di 96.000 euro, ripartita in 10 anni, se l’intervento è coerente con una riqualificazione dell’impianto, per esempio sostituzione della caldaia o del sistema termico con soluzioni più efficienti.
Conto Termico 3.0 (dal 2026)
Da gennaio o febbraio 2026 entra in scena il Conto Termico 3.0, con contributo fino al 65% a fondo perduto, erogato dal GSE, per sostituzioni con pompe di calore, ibridi o biomassa certificata. Attenzione ai requisiti: edificio esistente (non F/3), impianto di climatizzazione invernale già presente, e domanda entro i tempi previsti (tipicamente entro 60 giorni dalla fine lavori).
| Incentivo | Quanto vale | Come lo ricevi | Quando conviene |
|---|---|---|---|
| Ecobonus/Bonus Casa | 50% (max 96.000€) | Detrazione in 10 anni | Se fai lavori più ampi e vuoi abbattere l’IRPEF |
| Conto Termico 3.0 | fino 65% | Rimborso diretto GSE | Se sostituisci l’impianto con tecnologie efficienti |
Per orientarti tra norme, pratiche e requisiti, spesso aiuta ricordare che l’obiettivo è sempre lo stesso: aumentare la efficienza reale dell’edificio, non cambiare pezzi a caso.
La risposta che cercavi: cosa raddoppia davvero la bolletta
Non è “colpa dei termosifoni” in sé. È colpa del fatto che li trattiamo come oggetti passivi, quando sono componenti di un circuito che va mantenuto. Aria e sporco fanno lavorare il riscaldamento il doppio per ottenere metà risultato. Se vuoi un gesto semplice che si sente subito in casa e sul portafoglio, inizia da lì: pulizia, spurgo, e poi, se serve, un intervento strutturale agganciato agli incentivi giusti.




