Ti è mai capitato di aprire un cassetto e ritrovare una moneta d’oro, una piccola placchetta, magari un lingottino comprato anni fa, e pensare: “Ok, ma se lo vendessi oggi, dove mi conviene davvero?” È una domanda semplice, ma nel 2026 potrebbe diventare improvvisamente “calda”, perché entra in gioco una finestra fiscale che, se confermata, cambia i conti in modo concreto.
La svolta (possibile) della Legge di Bilancio 2026: affrancamento al 12,5%
Nelle discussioni sulla Legge di Bilancio 2026 è circolata una proposta di affrancamento dell’oro al 12,5%, sostenuta, tra gli altri, da deputati come Giulio Centemero (Lega) e Maurizio Casasco (Forza Italia). L’idea è chiara: far emergere oro da investimento fisico posseduto in casa, spesso senza documentazione d’acquisto, permettendo una rivalutazione fiscale a imposta agevolata.
In pratica, se la misura venisse approvata in via definitiva, riguarderebbe l’oro posseduto al 1° gennaio 2026 e consentirebbe di affrancare entro il 30 giugno 2026, pagando una imposta sostitutiva del 12,5% (in un’unica soluzione o in tre rate annuali, con interesse del 3% sulle rate successive).
Importante: si parla di oro da investimento (lingotti, monete, placchette), non di gioielli.
Perché nel 2024 è cambiato tutto (e perché oggi conta il “pezzo di carta”)
Dal 2024, la tassazione sulle vendite senza documentazione è diventata molto più severa: in assenza di prove sul prezzo di acquisto, il fisco può applicare il 26% sull’intero ricavato, non solo sulla plusvalenza. È qui che l’affrancamento al 12,5% (se confermato) diventa una leva enorme, perché “normalizza” la posizione e rende più facile vendere senza brutte sorprese.
È anche il motivo per cui tanti stanno riconsiderando canali e tempistiche: il “dove vendo” e il “quando vendo” smettono di essere dettagli.
Dove si ottiene il prezzo migliore (davvero)
Se l’obiettivo è massimizzare il realizzo su oro da investimento, la strada più razionale è rivolgersi a operatori specializzati in oro da investimento, non a punti retail generici. Il motivo non è misterioso: cambia il modello di business. Gli operatori specializzati lavorano su spread più trasparenti, quotazioni più vicine alla quotazione spot e procedure pensate per lingotti e monete “investment grade”.
Ecco i canali, messi a confronto in modo pratico:
| Canale | Ideale per | Cosa incide sul prezzo |
|---|---|---|
| Operatori specializzati (bullion dealer, trading fisico) | Lingotti, monete bullion, placchette | Spread più contenuto, valutazione tecnica, prezzi agganciati al mercato |
| Aste e canali collezionistici | Monete rare, emissioni con premium | “Premium numismatico”, domanda dei collezionisti, grado di conservazione |
| Canali retail generici | Oro non standard, urgenza di liquidità | Margini più alti, valutazioni più conservative, minor focus su investimento |
La checklist che userei io prima di vendere
Quando parliamo di oro fisico, i dettagli fanno la differenza. Prima di muovermi, controllerei:
- Tipologia: è davvero oro da investimento (titolo, marchi, peso, certificazione se presente)?
- Quotazione spot del giorno: così capisci subito lo spread proposto.
- Preventivo scritto: peso, titolo, prezzo al grammo, commissioni, modalità di pagamento.
- Tracciabilità: ricevute, documenti, eventuale perizia, soprattutto se vuoi “mettere ordine” in vista dell’affrancamento.
- Valore collezionistico: alcune monete, incluse nuove emissioni 2026, possono avere un extra prezzo rispetto al solo metallo.
Il colpo di scena: non tutto l’oro vale “solo” oro
C’è un aspetto che molti scoprono tardi: una moneta può valere più del suo contenuto in metallo. Emissioni celebrative, tirature limitate, condizioni perfette, possono spostare l’ago della bilancia. E non solo: anche nel mondo dei centesimi “strani” o rari, il valore dipende dal mercato dei collezionisti, non dal peso.
Cosa fare adesso (senza farsi prendere dall’ansia)
La proposta di affrancamento, oggi, non è ancora una certezza definitiva. Però il punto pratico è questo: se possiedi oro da investimento fisico e temi di non avere documentazione, prepararti per tempo (valutazione, ordine dei pezzi, preventivi da operatori specializzati) ti mette nella posizione migliore, sia per ottenere il prezzo più alto, sia per cogliere l’eventuale finestra fiscale entro il 30 giugno 2026. In questo gioco, chi arriva preparato, di solito, vende meglio.




