Ti è mai capitato di fare due conti a fine mese e pensare che l’affitto si mangi tutto, indipendenza, progetti, perfino un po’ di serenità? Il bonus affitto 2026 nasce proprio per alleggerire quel peso, ma funziona in modo molto preciso: non è un “contributo” da chiedere al Comune, è una detrazione fiscale da usare in dichiarazione dei redditi. E sì, se rientri nei requisiti può trasformarsi in meno tasse o in un rimborso.
Cos’è davvero il bonus affitto 2026
In pratica è uno sconto sulle imposte per giovani (e, con regole aggiuntive, per studenti universitari) che vivono in affitto fuori dalla casa dei genitori. La logica è semplice: favorire l’autonomia o lo studio “fuori sede” riconoscendo una parte del canone pagato.
Chi ne ha diritto, requisiti per giovani
Qui conviene leggere lentamente, perché basta un dettaglio fuori posto per perdere il diritto alla detrazione. Per il bonus affitto giovani servono tutti questi requisiti:
- Età tra 20 e 31 anni non compiuti al momento della firma del contratto
- Reddito complessivo annuo non superiore a 15.493,71 euro
- Contratto di locazione regolarmente registrato secondo la Legge n. 431/1998
- Residenza nell’immobile affittato, diversa dall’abitazione principale dei genitori
- Immobile escluso se di lusso (categorie A/1, A/8, A/9), oppure se edilizia residenziale pubblica o ad uso turistico
Detto in modo concreto: devi essere un giovane con un reddito sotto soglia, con un contratto in regola, e devi davvero vivere lì, non “solo sulla carta”.
Se sei studente universitario, attenzione ai requisiti extra
Per gli studenti universitari la norma diventa più “scolastica”, nel senso che guarda anche alla distanza e al percorso di studi. Oltre ai requisiti base, servono:
- Università in provincia diversa da quella di residenza, ad almeno 100 km di distanza
- ISEE pari o inferiore a 20.000 euro
- Non essere fuori corso da oltre un anno
- Avere i CFU minimi: 10 entro il secondo anno, 25 negli anni successivi, conseguiti entro il 10 agosto precedente
Qui l’idea è premiare chi è davvero fuori sede e procede con una certa regolarità.
Quanto vale la detrazione, numeri chiari
La detrazione si calcola sul canone annuo con una regola che, una volta capita, è lineare:
- Vale il 20% del canone annuo
- Minimo riconosciuto: 991,60 euro l’anno (anche se il 20% sarebbe più basso)
- Massimo: 2.000 euro l’anno
- Durata: fino a 4 anni consecutivi, se i requisiti restano validi
C’è poi un dettaglio molto pratico: l’importo va proporzionato ai giorni in cui l’immobile è stato effettivamente usato come residenza. Se ti sei trasferito a metà anno, la detrazione si riduce.
Come “fare domanda”, in realtà come ottenerlo
La parola “domanda” trae in inganno. Non si presenta una richiesta separata: la detrazione si inserisce nella dichiarazione dei redditi.
Passaggi essenziali
- Recupera contratto e dati della registrazione (devono essere corretti e completi).
- Verifica di rispettare requisiti di età, reddito (e ISEE e CFU se studente).
- Compila Modello 730 oppure Redditi PF, nel quadro dedicato ai canoni di locazione.
- Inserisci il codice specifico indicato dall’Agenzia delle Entrate per questa detrazione.
- Controlla i giorni di residenza effettiva nell’anno, per calcolare l’importo proporzionato.
Il risultato si vede così: o paghi meno IRPEF, oppure, se non hai imposta da versare, puoi ottenere un rimborso.
Mini checklist finale per non sbagliare
- Contratto registrato e immobile non di lusso
- Residenza effettiva diversa da quella dei genitori
- Reddito entro 15.493,71 euro (e ISEE entro 20.000 euro per studenti)
- Dati pronti per la dichiarazione, con codice corretto
- Calcolo fatto anche sui giorni di utilizzo come residenza
Se rientri in questi punti, la domanda più importante ha già una risposta: sì, il bonus affitto 2026 può essere tuo, e si conquista con una dichiarazione fatta bene, più che con una trafila di uffici.




