Ti è mai capitato di guardare la busta paga e pensare: “Ok, ma dove finiscono davvero i miei soldi”? Nel 2026, per molti lavoratori dipendenti, la risposta potrebbe essere più piacevole del solito, perché entrano in gioco bonus e detrazioni che, mese dopo mese, possono far salire il netto. La parte interessante è che non tutti guadagneranno uguale, e il “chi ci guadagna di più” dipende soprattutto da una fascia di reddito molto precisa.
Il cuore del cambiamento: più netto grazie al cuneo
Il beneficio che può incidere di più è legato al taglio del cuneo contributivo, cioè alla riduzione dei contributi previdenziali pagati dal lavoratore. Tradotto nella vita reale: una quota più bassa trattenuta in busta paga, quindi più soldi ogni mese.
Nel 2026 questa spinta si concretizza soprattutto in una detrazione fissa da 1.000 euro annui per chi rientra nella fascia “giusta”.
Chi prende il bonus maggiore (e quanto vale al mese)
La fetta di lavoratori che, in media, vede l’aumento più netto e stabile è quella con reddito lordo annuo tra 20.001 e 32.000 euro: qui scatta la detrazione piena da 1.000 euro.
Per capirci al volo:
- 1.000 euro annui corrispondono a circa 83 euro al mese (in media, perché l’effetto preciso può variare con le mensilità e i calcoli del datore di lavoro).
- È la fascia in cui il vantaggio è più “pieno”, più prevedibile, e di solito più percepibile sul netto.
Superati i 32.000 euro, il bonus non sparisce di colpo, ma si riduce progressivamente fino ad azzerarsi a 40.000 euro. Quindi, se sei tra 32.000 e 40.000, puoi aspettarti ancora un extra, ma via via più leggero.
Una mappa rapida: chi guadagna cosa
| Reddito lordo annuo | Beneficio principale in busta paga | Ordine di grandezza |
|---|---|---|
| 20.001 a 32.000 euro | Detrazione 1.000 euro annui | circa 83 euro/mese |
| 32.000 a 40.000 euro | Detrazione decrescente | da circa 83 euro/mese a zero |
| 28.000 a 50.000 euro | Taglio aliquota IRPEF dal 35% al 33% | risparmio annuo variabile |
| Tutte le fasce (se previsti) | Fringe benefit esentasse entro soglia | fino a 1.000 o 2.000 euro |
Il punto chiave, quello che risponde alla domanda che tutti si fanno, è semplice: l’aumento mensile più alto e costante lo vede chi sta tra 20.001 e 32.000 euro, perché prende il bonus pieno.
Redditi medi: l’effetto dell’aliquota che scende
Per chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro, entra in scena un’altra leva: la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33%. Qui non si parla di un importo fisso uguale per tutti, ma di un risparmio che cresce con il reddito.
Indicativamente:
- tra 35.000 e 40.000 euro il vantaggio può stare intorno a 140-240 euro annui
- a 50.000 euro si arriva a circa 440 euro annui, cioè più o meno 35-37 euro al mese
È un beneficio meno “spettacolare” del bonus pieno da 1.000 euro, ma per molti è comunque quel margine che si nota, soprattutto quando si somma ad altri elementi.
Fringe benefit: soldi che non sembrano soldi (ma lo sono)
C’è poi un capitolo che spesso passa sotto traccia perché non appare sempre come “bonus”, ma può alleggerire parecchio il carico fiscale: i fringe benefit.
Nel 2026:
- fino a 1.000 euro annui di beni e servizi possono essere non tassati
- la soglia sale a 2.000 euro per chi ha figli a carico
Parliamo di buoni, servizi, benefit aziendali, che, se usati bene, equivalgono a ricevere valore senza subirne la tassazione ordinaria.
Come arriva tutto in busta paga (e quando possono esserci sorprese)
La parte comoda è che, in genere, questi vantaggi vengono applicati automaticamente in busta paga, mese dopo mese, senza domanda.
La parte da tenere d’occhio è il calcolo sul reddito presunto. Se durante l’anno:
- cambi lavoro,
- hai più rapporti di lavoro,
- o hai altri redditi,
può arrivare un conguaglio (in positivo o in negativo) in sede di dichiarazione dei redditi o a fine anno.
In sintesi: chi avrà più soldi ogni mese
Se vuoi una risposta netta: i lavoratori dipendenti con reddito lordo tra 20.001 e 32.000 euro sono quelli che, nel 2026, hanno le maggiori probabilità di vedere l’aumento mensile più alto, grazie alla detrazione piena da 1.000 euro annui. Tutti gli altri possono comunque beneficiare di riduzioni e vantaggi, ma con importi più variabili e, spesso, più graduali.




