Ti è mai capitato di sentire qualcuno dire, con aria sicura, “il medico di base prende un sacco di soldi”, e poi cambiare discorso quando gli chiedi “quanto, esattamente”? Anch’io ci sono passato. E la verità, quando la metti in fila con numeri e voci reali, sorprende davvero, perché il punto non è solo quanto entra, ma quanto resta.
Il dato che conta davvero: lordo vs netto
Partiamo dalle cifre, quelle che di solito fanno girare la testa. In Italia, un medico di medicina generale ha spesso un reddito lordo annuo tra 85.000 e 90.000 euro, con estremi che possono andare da 64.000 fino a 120.000 euro. La forbice dipende soprattutto da numero di assistiti, anzianità, indennità e organizzazione dello studio.
Poi però arriva il momento in cui si guarda il conto finale. Dopo tasse, contributi (in primis ENPAM) e spese di gestione, il netto annuo si assesta spesso sui 40.000-50.000 euro, che in pratica significa circa 3.000-4.000 euro netti al mese. Non poco, certo, ma molto più “normale” di quanto si immagini quando si sente solo il lordo.
Da cosa nasce lo stipendio: la quota capitaria (e perché cambia tanto)
Il cuore del compenso è la quota capitaria, cioè il pagamento per ogni paziente assegnato. Qui c’è un dettaglio che in tanti non considerano: non è una cifra piatta uguale per tutti e per ogni assistito.
In linea generale, si parla di 35-70 euro lordi annui per paziente (circa 3,50-6 euro lordi al mese). La quota tende a essere più alta nei primi 500 assistiti (anche intorno ai 70 euro), e poi può decrescere man mano che il numero sale. È un po’ come certe tariffe a scaglioni, più “generose” all’inizio, più sottili dopo.
Ecco perché due medici di base, entrambi bravissimi e nello stesso territorio, possono avere numeri molto diversi.
Esempi concreti: quanto fa davvero a fine anno?
Una tabella aiuta a “vederla” subito:
| Numero assistiti | Profilo medico | Fatturato base lordo annuo | Stipendio mensile lordo stimato |
|---|---|---|---|
| 500 | Inizio carriera, aree rurali | 35.000-45.000 € | ~3.500 € |
| 1.000 | Esperienza media | 75.000-95.000 € | ~7.500 € |
| 1.500 | Massimalista | 130.000-160.000 € | ~12.000 €+ |
Il tetto standard è 1.500 assistiti, ma in alcune situazioni (soprattutto dove c’è carenza) ci possono essere deroghe regionali che spingono fino a 1.800. Ed è qui che si capisce come si arrivi agli estremi più alti.
“Ok, ma perché il netto scende così?” Le spese che non si vedono
Qui la sorpresa è spesso la stessa: il medico di base non è “dipendente con stipendio pulito in busta”, ma gestisce uno studio. E alcune voci pesano parecchio.
Tra le spese tipiche trovi spesso:
- affitto e utenze dello studio (o quota in medicina di gruppo)
- segreteria e personale di supporto
- software gestionali, strumenti, materiali
- assicurazioni professionali
- commercialista e adempimenti
- contributi previdenziali e fiscalità
Ecco perché un lordo alto non significa automaticamente un netto altissimo.
Confronto rapido: medico di base vs ospedaliero
Per orientarsi, aiuta un paragone. Un medico ospedaliero neoassunto può stare intorno ai 60.000 euro lordi annui, con un netto indicativo di 2.700-3.100 euro al mese. Un primario può arrivare fino a circa 110.000 euro lordi, con netti spesso nell’ordine di 4.500-5.500 euro al mese.
Sono percorsi diversi, con responsabilità e carichi diversi, ma il confronto fa capire che il medico di base non è “automaticamente” quello che guadagna di più.
Aumenti e bonus 2025-2026: cosa cambia con ACN e Manovra
Negli ultimi aggiornamenti (2025-2026) entrano in gioco alcune leve economiche importanti:
- Rinnovo e risorse dedicate: si parla di 300 milioni annui per aumenti legati al rinnovo del contratto dei medici di famiglia, con ricadute anche organizzative.
- Indennità di specificità medica: incrementi cumulativi fino a 3.052 euro lordi annui, con una quota aggiuntiva nel 2026 che può valere circa 700-745 euro lordi.
- Prestazioni aggiuntive: possibilità di extra per ridurre liste d’attesa, fino a circa 935 euro lordi annui, con imposta agevolata al 15%.
Sono cifre che possono fare la differenza, ma il risultato finale resta personale: dipende da regione, assetto dello studio, scaglioni e situazione fiscale.
Quindi, quanto guadagna davvero?
La risposta completa è questa: un medico di base può fatturare anche molto, ma il “vero” guadagno, quello che resta, di solito si muove su 40.000-50.000 euro netti annui, con variazioni legate soprattutto a assistiti, indennità e costi di studio. Se ti aspettavi una cifra monolitica, è normale rimanere spiazzati, perché è un lavoro in cui il numero che conta non è quello che entra, ma quello che rimane dopo aver mandato avanti la macchina.




