Ti è mai capitato di guardare la tua sansevieria e pensare: “Ma com’è possibile che non faccia una foglia nuova da mesi?” Oppure, peggio, di vederla cedere dal basso, come se fosse improvvisamente diventata molle. La verità è che spesso non è “sfortuna” né una pianta capricciosa: è un errore banalissimo, ripetuto in buona fede, che la porta a bloccarsi o a marcire.
L’errore banale che manda tutto all’aria
Con la Sansevieria l’istinto inganna: la annaffi “per farle bene” e invece la metti in difficoltà. Il problema principale, quasi sempre, è l’irrigazione eccessiva.
Quando il terreno resta costantemente umido succede una cosa molto concreta: l’acqua occupa gli spazi d’aria nel terriccio, le radici ricevono meno ossigeno, iniziano a soffrire e può partire il marciume radicale. Da fuori sembra che la pianta “non faccia nulla”, ma sotto sta perdendo la parte più importante.
C’è anche un paradosso quasi tragico: la pianta può morire “di sete” mentre affonda nell’acqua, perché con radici marce non riesce più ad assorbire nutrienti e acqua in modo efficace.
Segni chiari di marciume radicale (e perché sono ingannevoli)
Se noti uno o più di questi segnali, vale la pena indagare subito:
- Crescita bloccata: nessuna foglia nuova per mesi, anche in stagione favorevole
- Ingiallimenti e steli che cedono vicino al suolo
- Foglie molli, scure, a volte con una consistenza “viscida”
- Quando estrai la pianta, radici arancio-marroni, fragili, con cattivo odore
La parte ingannevole è che alcuni sintomi, come foglie molli, possono farti pensare “ha sete”. E invece spesso significa l’opposto: troppa acqua, troppo a lungo.
Le cause più frequenti (quasi sempre in combinazione)
La sansevieria è resistente, sì, ma non è immortale. Di solito non è una singola cosa, è un mix di abitudini.
1) Annaffiature troppo ravvicinate
In estate non serve bagnare “a calendario”. La regola pratica è semplice: annaffia solo quando il terriccio è asciutto in profondità, non solo in superficie. In inverno può restare tranquillamente a secco anche più di una settimana, spesso molto di più, a seconda della casa.
2) Terriccio che trattiene acqua
Il terriccio universale, soprattutto se compatto e torboso, può comportarsi come una spugna. La sansevieria, invece, preferisce un substrato arioso e drenante. Se il terreno resta pesante, la crescita rallenta anche se luce e acqua “sembrano” giuste.
3) Vaso inadatto (qui si sbaglia spesso)
Occhio a questi punti:
- Vaso senza fori di drenaggio
- Vaso troppo grande, che resta umido più a lungo
- Sottovaso pieno lasciato lì per ore o giorni
Un vaso esageratamente più grande, inoltre, può far “sparire” la crescita: la pianta investe energie nel colonizzare il nuovo spazio radicale, e sopra non si vede nulla per un po’.
4) Luce insufficiente
La sansevieria tollera la mezz’ombra, ma con luce insufficiente il metabolismo rallenta: beve meno, cresce meno, e l’acqua nel vaso rimane lì, aumentando il rischio di marciume. È un circolo vizioso molto comune.
Rimedi pratici, senza panico (ma con decisione)
Se la pianta non cresce o sospetti marciume, ecco cosa fare:
- Sposta la pianta in luce indiretta intensa (vicino a una finestra luminosa, senza sole cocente diretto prolungato).
- Riduci le annaffiature: prima di bagnare, controlla con un dito o uno stecchino se sotto è davvero asciutto.
- Se temi marciume, estraine il pane di terra, ispeziona le radici e taglia quelle scure e molli con forbici sterilizzate.
- Rinvaso: vaso pulito con fori, terriccio nuovo e più drenante (mix alleggerito con materiali che migliorano il deflusso).
- Dopo il rinvaso, aspetta qualche giorno prima di annaffiare, così eventuali tagli alle radici asciugano e cicatrizzano.
Una mini-checklist che salva la crescita
| Cosa controllare | Obiettivo pratico |
|---|---|
| Terreno | Asciutto in profondità prima di bagnare |
| Vaso | Fori presenti, niente ristagni nel sottovaso |
| Luce | Indiretta intensa per riattivare la crescita |
| Substrato | Più drenante e meno compatto |
Con questi accorgimenti, nella maggior parte dei casi la sansevieria riparte, ma non in due giorni. Di solito ci vogliono alcune settimane per stabilizzarsi, e qualche mese per vedere nuova crescita. Il segnale più bello? Foglie di nuovo sode, turgide, e quel verde “teso” che ti fa capire che, finalmente, sotto le radici stanno respirando.




